Risorse idriche e consumo idrico in agricoltura - Il Blog di Selenella

Risorse idriche e consumo idrico in agricoltura

L’acqua è vita. Per questo, gestire consapevolmente le risorse idriche, fondamentali per l’uomo e per l’ambiente, diventa necessario all’interno dei processi agricoli, come sinonimo di un atteggiamento attento alla sostenibilità etica in agricoltura.

Negli anni, prelievi esagerati e utilizzi sbagliati delle riserve idriche hanno avuto un impatto negativo su un ecosistema fragile e delicato. I consumi energetici sono incrementati e le proprietà dell’acqua sono state alterate, producendo effetti visibili sulla flora e sulla fauna locali. 

Sistemi di irrigazione in agricoltura: quali sono i problemi da risolvere?

È facilmente intuibile come l’acqua di per sé rappresenti un fattore irrinunciabile per l’agricoltura: basti pensare che circa il 40% della produzione agricola nazionale deriva proprio dal comparto irriguo. Questo perché l’acqua offre una maggiore flessibilità, e di conseguenza un maggior controllo sia qualitativo che quantitativo della produzione agricola. Insomma, ne risulta che la presenza/assenza dell’irrigazione e la sua stessa qualità sono due fattori di sviluppo estremamente importanti per la nostra agricoltura e, pertanto, irrinunciabili.

Tuttavia, come accade quasi sempre, esiste anche un’altra faccia della medaglia: l’agricoltura è spesso accusata di creare danni non indifferenti alle risorse idriche. Nello specifico, i principali problemi che sono stati individuati a livello nazionale e che riguardano il rapporto tra ambiente e agricoltura sono i seguenti:

  • l’uso dell’acqua per fini produttivi, che può causare un impoverimento delle falde acquifere insieme all’aumento dell’erosione dei terreni e alla salinizzazione dei suoli;
  • l’inquinamento da prodotti chimici;
  • i fenomeni di degrado del suolo (quali erosione, desertificazione, subsidenza, salinizzazione, etc.);
  • la riduzione delle aree umide.

In riferimento a questo ultimo punto ci sarebbe da fare un’ulteriore considerazione, in quanto le zone umide sono uno scrigno ricchissimo di biodiversità e in Italia sono moltissime le zone chiave per la sosta di specie migratrici lungo la loro rotta verso il continente africano.

Pertanto, è sempre importante tentare di preservare un patrimonio di risorse così prezioso per il nostro ecosistema, di cui, dopotutto, siamo parte. È anche nostra responsabilità, quindi, mantenere vivo e vitale il suo fragile equilibrio, riducendo il consumo del suolo agricolo.

Agricoltura e ambiente: quali sono gli effetti positivi?

Non dimentichiamoci però che, insieme alle problematiche legate all’utilizzo delle risorse idriche nell’agricoltura, esiste anche un contraltare di effetti positivi che le pratiche agricole producono sull’ambiente.

Innanzitutto, l’agricoltura partecipa a definire la politica per il territorio. Cosa significa? Significa che l’agricoltura stessa contribuisce a evitare il degrado territoriale e a ridurre il grado di rischio idrogeologico.Ma soprattutto, i sistemi di produzione agricoli possono oggi orientarsi verso un aumento della stessa efficienza del consumo idrico, sia dal punto di vista più propriamente tecnico e gestionale, sia operando scelte sempre più mirate e attente alle caratteristiche fisiche e climatiche delle aree da coltivare.

Acqua in agricoltura: prospettive ed esigenze

Circa un terzo delle risorse idriche che utilizziamo in Europa è oggi destinato all’agricoltura e il solo inquinamento causato da prodotti chimici, quali pesticidi e fertilizzanti, rimane purtroppo una delle cause principali della scarsa qualità delle nostre acque.

L’industria con le sue attività, il nostro stile di vita e le necessità personali delle popolazioni in crescita sono rivali della natura per quanto riguarda un corretto utilizzo dell’acqua pulita. Per non parlare dell’inquinamento climatico, che aggiunge un ulteriore gradino di incertezza rispetto la disponibilità stessa delle falde acquifere.

Stiamo assistendo, infatti, a un progressivo cambiamento dei modelli delle precipitazioni cui siamo abituati e si prevede che in futuro alcune parti d’Europa avranno maggiore disponibilità d’acqua dolce rispetto ad altre.

Insomma, di fronte a una domanda crescente e al cambiamento climatico, molti utenti – tra i quali la natura stessa – saranno in difficoltà a soddisfare il proprio fabbisogno idrico. Infatti, se l’acqua inizia a scarseggiare, attività industriali e utenti domestici possono ricorrere ad alcuni accorgimenti per ridurre il consumo idrico, a differenza dei nostri ecosistemi che dipendono in tutto e per tutto da questa imprescindibile risorsa.

Proprio per questo motivo, vogliamo indagare quali sono le pratiche agricole corrette per ottenere significativi miglioramenti rispetto all’efficienza idrica in agricoltura, con una maggiore disponibilità d’acqua per tutti, per l’ambiente in particolare.

Risorse idriche e irrigazione efficiente

Nuove pratiche e politiche possono incidere significativamente sui miglioramenti dell’efficienza idrica.

Obiettivo primario di un’irrigazione efficiente è la programmazione di interventi irrigui che seguano la logica dell’agricoltura di precisione, e cioè di una strategia gestionale che si avvale di moderne strumentazioni, tenendo conto delle esigenze colturali effettive e delle caratteristiche biochimiche e fisiche del terreno.

Solo in questo modo è possibile stabilire le reali necessità idriche del suolo e delle piante e, successivamente, mettere in atto un piano di irrigazione capace di soddisfarle senza sprechi.

L’agricoltura di precisione è un approccio fondamentale non solo per ridurre il consumo di risorse idriche, ma anche per la fertilità del terreno e per gli stessi impianti agricoli.

Risorse idriche e pratiche sostenibili

Per poter definire un piano di irrigazione efficiente e programmare al meglio le lavorazioni – individuando carenze, squilibri o eccessi di elementi – è imprescindibile un’analisi chimica del suolo, dopo una definizione preventiva dei parametri da analizzare e di un corretto campionamento del terreno (è importante, infatti, che il campione sia rappresentativo di tutto l’appezzamento).

È possibile, altresì, misurare il valore di umidità del terreno con tensiometri e sonde volumetriche, per definire la quantità d’acqua presente e disponibile per la coltura, permettendo così di gestire in maniera efficiente l’irrigazione.

Esistono anche specifiche stazioni meteorologiche pensate appositamente per l’agricoltura, che monitorano la temperatura dell’aria e la distribuzione delle piogge per controllare l’umidità del suolo, permettendo un’automatizzazione degli interventi irrigui e un consistente risparmio idrico.

Infine, sono diverse le tecniche di irrigazione che consentono di massimizzare i risultati con il minor consumo idrico possibile. Ecco quelle più utilizzate:

  • impianto a goccia: un metodo di irrigazione che consiste nella distribuzione lenta e prolungata di acqua al terreno mediante tubazioni apposite nelle quali vengono inserite i cosiddetti “gocciolatori”, apparecchi che permettono una fuoriuscita minima d’acqua e quindi di risparmiare sulla quantità d’acqua utilizzata;
  • impianto a microgetto: usato per le coltivazioni arboree, prevede che in corrispondenza di ogni pianta da frutto venga collegato un tubo erogatore che sale in verticale, a cui viene fissato un “baffo”, ovvero un tubo arcuato alle cui estremità si trovano due microgetti che permettono l’aspersione sottochioma;
  • fertirrigazione: una tecnica che consente la distribuzione dei fertilizzanti insieme all’acqua d’irrigazione. La distribuzione dei fertilizzanti in acqua migliora l’assorbimento dei nutrienti da parte delle piante, rendendo allo stesso tempo più efficiente l’utilizzo dell’acqua.  In pratica, la fertirrigazione realizza un effetto sinergico tra acqua e fertilizzante.

Programmi di formazione e di condivisione delle nuove conoscenze possono informare gli agricoltori rispetto a pratiche sempre più efficienti di consumo idrico.

L’utilizzo di nuove pratiche agricole migliora nettamente la qualità dell’acqua disponibile per usi diversi dall’agricoltura: ad esempio, l’uso di concimi inorganici e organici può far fronte a molti dei problemi causati dall’inquinamento idrico.

Non dimentichiamoci, poi, che esiste un significativo potenziale di miglioramento della qualità dell’acqua in tutta Europa con impatto limitato – o addirittura nessun impatto – sulla redditività e sulla produttività riducendo i pesticidi, modificando le rotazioni delle colture e progettando fasce tampone lungo i corsi d’acqua.

Per un uso consapevole delle risorse idriche

Per assicurarci in futuro acqua disponibile in quantità sufficiente a soddisfare tutte le nostre esigenze e quelle del nostro ecosistema, è importante strutturare dei pacchetti di intervento per sostenere le nostre misure di efficienza.

In questo senso, un esempio importante è la direttiva quadro sulle acque dell’UE che incoraggia e favorisce nuove pratiche per mantenere alto lo standard qualitativo delle acque in Italia e nel resto dell’Europa.

Un uso più consapevole e attento di una risorsa così importante, come quella idrica, è una delle misure che dobbiamo adottare nel tentativo di ridurre il nostro impatto sull’ambiente per garantirci il traguardo di un sistema efficiente e costruire la prospettiva di un futuro sostenibile, in cui economia e ambiente si intreccino in un saldo equilibrio.

L’impegno di Selenella per ridurre il consumo idrico

L’intero ciclo produttivo della Patata Classica Selenella si distingue dagli altri per il ridotto impatto ambientale. La coltura della patata è una coltura virtuosa in termini di sostenibilità: dal punto di vista idrico, Selenella utilizza tecniche a basso consumo idricoimpianti ad alta efficienza e previsioni meteo geolocalizzate che consentono irrigazioni mirate. 

Oggi è diventato vitale seguire una programmazione precisa, fondata sull’equilibrio con le risorse, per evitare altri sprechi e garantire ai processi produttivi la migliore performance possibile.  

I primi a essere soddisfatti sono proprio gli agricoltori perché, attraverso una scelta consapevole e rispettosa, hanno limitato i costi di produzione rendendola, al tempo stesso, più efficiente.  

Questa è da anni la filosofia del Consorzio Patata Italiana di Qualità, che ha garantito alla Patata Classica Selenella la certificazione EPD (Environmental Product Declaration), per la prima volta riconosciuta ad un prodotto ortofrutticolo. 

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