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Patate e reflusso: benefici, come cucinarle e mangiarle - Il Blog di Selenella

Patate e reflusso: benefici, come cucinarle e mangiarle

Chi soffre di reflusso gastrico può mangiare le patate e alleviare l’acidità di stomaco, il bruciore e altri sintomi legati a questo disturbo

I benefici delle patate contro il reflusso

Le patate sono un alimento benefico in generale e soprattutto in caso di disturbi gastrointestinali. Questi tuberi sono infatti facilmente digeribili, praticamente privi di grassi e ricchi di amido dall’azione emolliente e lenitiva, oltre che di vitamine e minerali.

Il reflusso gastrico o reflusso gastroesofageo è caratterizzato dalla risalita del contenuto acido dello stomaco verso l’esofago. La mucosa dell’esofago non è però strutturata per tollerare l’acidità gastrica. Di conseguenza, chi soffre di reflusso percepisce acidità alla bocca dello stomaco o lungo tutto l’esofago, fino alla gola.

Altri sintomi del reflusso possono includere un senso di pesantezza o eccessiva pienezza, tosse, mal di gola, dolore nella zona dello sterno e bruciore alla gola o anche alle orecchie.Le cause del reflusso possono essere diverse, ma nella maggior parte dei casi questo disturbo si manifesta per via di uno stile di vita e abitudini alimentari scorretti.

In altri casi si può soffrire di acidità di stomaco quando si assumono determinati farmaci, in gravidanza o in presenza di fattori anatomici come l’ernia iatale o malattie come l’acalasia: l’ernia iatale porta a una incompleta chiusura dello sfintere esofageo inferiore, mentre l’acalasia è una malattia caratterizzata da una compromissione della peristalsi dell’esofago.

I sintomi del reflusso possono inoltre peggiorare in caso di stress, se ci si sdraia poco dopo aver mangiato e si possono scatenate facilmente in seguito al consumo di cibi e bevande difficili da digerire, irritanti o che aumentano l’acidità gastrica.

Fortunatamente le patate non rientrano tra gli alimenti sconsigliati per chi soffre di reflusso. Al contrario, le patate sono facili da digerire, aiutano a ridurre l’acidità di stomaco e grazie al contenuto di amido possono dare sollievo e alleviare il bruciore e il dolore percepito a livello dello stomaco e dell’esofago.

LEGGI ANCHE: I valori nutrizionali delle patate

Patate reflusso

Come cucinarle e mangiarle

Le patate possono essere consumate in tutta tranquillità da chi soffre di reflusso gastroesofageo ma è importante prestare attenzione al tipo di cottura, ai condimenti e a come vengono abbinate le patate. Per alleviare i sintomi del reflusso meglio evitare tutti i metodi di cottura che prevedono l’uso di molti grassi, come le patate fritte o le patatine.

In caso di reflusso è decisamente meglio optare per le patate lesse o bollite, patate al vapore o cotte in microonde, le patate al forno o le patate in padella cucinate e condite con pochi grassi, prediligendo l’olio extravergine di oliva.

Se si usano spezie in cucina, attenzione a quelle piccanti come il peperoncino, all’aglio e alla cipolla e soprattutto alla menta: queste erbe e spezie possono infatti peggiorare i sintomi del reflusso.

Per quanto riguarda come abbinare le patate, un pasto sano e bilanciato dovrebbe prevedere una porzione di verdura e una di proteine vegetali o animali; le patate rappresentano infatti una fonte di carboidrati e non devono essere considerate un contorno. Esistono poi alimenti consigliati e altri che sarebbero da limitare o evitare per prevenire i sintomi tipici del reflusso.

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Alimenti da abbinare alle patate contro il reflusso

Chi soffre di reflusso deve prestare attenzione alla propria alimentazione, preferendo sempre cibi che non scatenano i sintomi o capaci di alleviarli. Tra questi, oltre alle patate, troviamo molti alimenti di origine vegetale, tra cui i broccoli, i cavoli e le carote. Broccoli, cavoli e carote sono ortaggi con molteplici benefici per la salute e sono anche indicati contro il reflusso, dunque possono rappresentare un contorno perfetto da abbinare a un piatto di patate. I pomodori e la salsa di pomodoro possono invece scatenare o peggiorare i sintomi del reflusso.

Altre fonti di carboidrati che aiutano a tenere a bada il reflusso sono i cereali integrali, in particolare l’avena integrale e il riso integrale; chi soffre di reflusso può consumare senza problemi anche il pane, sempre integrale. Attenzione invece a crackers, snack salati e cibi confezionati.

Per quanto riguarda le fonti proteiche da abbinare alle patate, risultano ottimi i legumi, il pesce, ad esempio il salmone, le uova e le carni magre come il pollo e il tacchino, meglio se cucinati alla griglia o al forno con pochi grassi. Sarebbero da limitare o evitare le carni di manzo, maiale e agnello, il latte e i latticini come burro, formaggi, panna acida e le salse elaborate.

Tra la frutta consigliata in caso di reflusso acido troviamo mele, pere, banane, mentre sono meno indicati l’uva, l’ananas e tutti gli agrumi come arance, pompelmi e limoni. La frutta può essere consumata a colazione, dopo i pasti principali o lontano dai pasti, in occasione degli spuntini a metà mattina e metà pomeriggio.

Come abbiamo visto, molte spezie possono peggiorare i sintomi del reflusso, ma altre sono in grado di migliorare la digestione. Lo zenzero, ad esempio, può migliorare svariati disturbi gastrointestinali, inclusi il reflusso e la nausea.

La radice di zenzero può essere aggiunta fresca o essiccata in polvere alle proprie ricette o usata per preparare tisane da bere durante la giornata o ai pasti. Il sapore è gradevole e abbastanza particolare, fresco e leggermente piccante ma non irritante.

Tra i cibi e le bevande da evitare in caso di reflusso troviamo poi il caffè e le bevande alcoliche, che andrebbero sempre consumati con moderazione e, purtroppo, anche il cioccolato.

Per prevenire il reflusso è importante non eccedere con i cibi ricchi di grassi come salumi e insaccati, dessert, gelati, salse e sughi alla panna e fritti, incluse le patate fritte e gli anelli di cipolla fritti.

Questo perché i cibi particolarmente grassi possono favorire il rilassamento dello sfintere esofageo inferiore (LES) che ha il compito di evitare la risalita del contenuto gastrico verso l’esofago. Inoltre, la presenza di grassi negli alimenti ritarda lo svuotamento dello stomaco.

Lo sfintere esofageo si rilassa quando il cibo scende dall’esofago per consentirne l’entrata nello stomaco, dove avverrà una parziale digestione. Dopodiché lo sfintere si contrae proprio per impedire la risalita del cibo: i succhi gastrici acidi, infatti, danneggerebbero la mucosa dell’esofago.

Se lo sfintere esofageo inferiore si rilassa, e contemporaneamente lo stomaco si svuota più lentamente, è più facile che il contenuto gastrico fuoriesca verso l’alto e risalga lungo l’esofago, scatenando i sintomi del reflusso.

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Alimenti consigliati e da evitare per reflusso

 

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