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Sport amatoriale dopo i 40: cosa mangiare per energia e recupero - Il Blog di Selenella

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Sport amatoriale dopo i 40: cosa mangiare per energia e recupero

Dopo i 40 anni lo sport amatoriale può aiutare a mantenere massa muscolare, metabolismo, salute cardiovascolare, mobilità e benessere generale, ma va affrontato con gradualità e con un’alimentazione adeguata. In questa fase della vita il recupero la composizione corporea tende a cambiare, soprattutto se aumentano sedentarietà, stress e perdita di massa magra e il recupero può essere più lento. Un ottimo sport da scegliere a questa età è quello che risulta essere più sostenibile, piacevole e compatibile con la propria condizione fisica. L’alimentazione può aiutare a sostenere energia e recupero nello sport amatoriale se viene pensata in modo corretto, quindi se fornisce carboidrati complessi, proteine, verdure e grassi buoni nella giusta quantità e proporzioni.

INDICE

Sport dopo i 40 anni: cosa cambia davvero

Fare sport dopo i 40 anni è sicuramente un’ottima strategia per preservare la propria salute e avere una migliore qualità della vita, ma ovviamente il corpo non risponde sempre come a vent’anni perché con il passare del tempo possono ridursi gradualmente massa muscolare, forza, elasticità e capacità di recupero, soprattutto se negli anni precedenti si è stati sedentari o si è praticata attività fisica in modo discontinuo.

Questo non significa che sia troppo tardi per iniziare: dopo i 40 anni l’attività fisica diventa molto importante proprio per preservare la massa magra, sostenere il metabolismo, migliorare la sensibilità insulinica, proteggere ossa e articolazioni e mantenere efficiente l’apparato cardiovascolare. Nelle donne, soprattutto con l’avvicinarsi della menopausa, il movimento ha un ruolo ancora più importante per il mantenimento della massa ossea e muscolare, mentre negli uomini può aiutare a contrastare l’aumento del grasso viscerale e la perdita progressiva di forza.

I migliori benefici dello sport si hanno però se il movimento viene praticato con costanza e continuità, quindi è essenziale che l’attività scelta sia piacevole e divertente, così che diventi un’abitudine stabile. Se si sceglie lo sport migliore sulla carta o un’attività troppo ambiziosa o faticosa si rischia invece di abbandonare dopo poche settimane.

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Sport amatoriale dopo i 40 cosa mangiare

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Sport amatoriale: intensità, durata e recupero

Per sport amatoriale si intendono tutte quelle attività che vengono praticate nel tempo libero, senza finalità agonistiche o professionistiche. Può trattarsi di camminata, corsa leggera, palestra, bicicletta, nuoto, sport di gruppo, escursioni, danza o altre attività assolutamente alla portata di chi parte da zero anche dopo i 40 anni.

Alcune attività ad alto impatto come corsa intensa, tennis, calcetto o allenamenti molto esplosivi, possono essere praticate anche dopo i 40 anni ma, se si è sedentari, in sovrappeso o si hanno problemi articolari, meglio partire da attività più leggere e inserire progressivamente esercizi di forza, equilibrio e mobilità.

Chi inizia a praticare sport dopo i 40 anni dovrebbe quindi evitare di partire con troppo entusiasmo aumentando subito frequenza, durata o intensità, perché questo può facilmente portare a dolori articolari, affaticamento eccessivo o piccoli infortuni, soprattutto se mancano forza di base, mobilità o abitudine allo sforzo. Ci si può allenare da due a quattro volte a settimana anche solo venti-trenta minuti per volta per avere risultati in pochi mesi.

Il recupero è parte dell’allenamento, quindi è importante fare delle pause, ad esempio tra un esercizio e l’altro e tra un allenamento e il successivo. Attenzione poi alla qualità del sonno e all’alimentazione, che non servono solo a fornire energia prima dell’attività fisica, ma anche a sostenere i processi di recupero dopo lo sforzo.

Alimentazione sport over 40

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Cosa mangiare per avere energia e recuperare meglio

L’alimentazione per chi pratica sport amatoriale dopo i 40 anni deve essere regolare, completa e capace di sostenere energia, sazietà e recupero attraverso un bilanciamento tra carboidrati complessi, proteine, verdure, grassi buoni e una corretta idratazione.

A colazione, una soluzione equilibrata può essere pane di segale con ricotta, noci, miele e frutta: il pane fornisce carboidrati complessi, la ricotta aggiunge proteine, le noci apportano grassi buoni e la frutta completa il pasto con fibre e micronutrienti. Per chi preferisce una colazione più semplice, anche yogurt naturale con frutta fresca, cereali e frutta secca può essere una buona alternativa.

A pranzo e a cena si possono invece preparare polpette di fagioli o altri legumi mescolati a patate dolci con insalata di finocchio oppure un piatto di pasta alle vongole accompagnata da lattuga in insalata.

Gli spuntini possono essere utili quando l’allenamento è lontano dai pasti principali o quando si rischia di arrivare all’attività fisica senza energia. Frutta fresca, carote crude, yogurt naturale e frutta secca sono opzioni classiche per lo spuntino, ma chi cerca snack più attuali e freschi, può ad esempio preparare piccoli “mochi” con fogli di carta di riso farciti con yogurt e frutta e lasciati rassodare in congelatore per circa 45 minuti.

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ATTENZIONE: Le informazioni contenute nel presente articolo hanno esclusivamente scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

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