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Con il freddo aumenta davvero la fame?
Con il freddo la fame può aumentare, ma questo non vale per tutti e non dipende soltanto dalla temperatura. Per mantenere stabile la temperatura corporea, l’organismo può effettivamente aumentare la produzione di calore e consumare più energia, anche se il riscaldamento limita lo sforzo necessario per la termoregolazione. Quando si sta a lungo in ambienti abbastanza freddi da causare brividi, o dopo l’attività fisica svolta al freddo si può avere più fame; a incidere sulla fame però sono anche le giornate più corte, il minore movimento, le abitudini stagionali che cambiano e la disponibilità di cibi più ricchi. La cosiddetta fame da freddo può quindi avere una componente fisiologica, ma anziché ricorrere a cibi molto calorici, si può placare con pasti caldi a base di verdure, patate, cereali, legumi che rispondono al desiderio di cibi più confortanti dando sazietà in modo equilibrato.
INDICE
- Perché il freddo può aumentare la fame?
- Con il freddo si mangia davvero di più?
- Come gestire la fame quando fa freddo
Perché il freddo può aumentare la fame?
Il corpo deve mantenere la propria temperatura interna entro un intervallo piuttosto stabile anche quando quella esterna diminuisce e, per limitare la dispersione di calore restringe i vasi sanguigni periferici e modifica il flusso di sangue diretto alla pelle; se questo non basta, può aumentare la produzione di calore attraverso la termogenesi. Una parte di questo processo avviene senza movimenti visibili, mentre nelle condizioni più impegnative compaiono i brividi, contrazioni muscolari involontarie che aumentano rapidamente il consumo energetico.
Da questo meccanismo nasce l’idea che il freddo debba necessariamente far venire più fame: se l’organismo consuma più energia per scaldarsi, potrebbe spingerci a recuperarla mangiando. Il ragionamento è plausibile, ma nella vita quotidiana l’aumento del dispendio energetico in realtà è contenuto perché viviano per la gran parte della giornata in ambienti riscaldati e indossando abiti adeguati, quindi l’effettiva esposizione al freddo è limitata.
Anche l’aumento della spesa energetica non è detto si traduca in un aumento dell’appetito perché la fame è regolata da numerosi segnali provenienti dal cervello, dall’apparato digerente e dal tessuto adiposo e risente della quantità e della composizione dei pasti precedenti, del sonno, dello stress, dell’attività fisica e delle abitudini.
In realtà, la sensazione di fame da freddo è più che altro associata al desiderio di cibi caldi, cremosi o più ricchi, quindi a piatti confortevolo come zuppe fumanti, teglie di verdure e patate, ma anche té e cioccolate calde, che in inverno risultano di certo più invitanti di insalate fredde.

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Con il freddo si mangia davvero di più?
Il freddo può favorire un aumento dell’assunzione di cibo o portare a scegliere cibi più calorici, soprattutto dopo attività fisiche svolte in ambienti freddi, ad esempio nel caso di sport acquatici. Immergersi in acqua fredda, ifatti, sottrae calore al corpo molto più rapidamente dell’aria e può modificare temporaneamente i segnali dell’appetito. Lo stesso vale per camminate o allenamenti all’aperto con temperature basse , anche se l’effetto dipende dall’intensità dell’esercizio e dal raffreddamento effettivamente subito. Un allenamento intenso può perfino ridurre la fame nell’immediato, per poi farla comparire nelle ore successive.
In generale durante i mesi freddi si tende a mangiare di più anche per motivi diversi dal freddo, ad esempio perché cambiano abitudini e orari, si trascorre più tempo in casa con un maggiore accesso alla dispensa e al frigorifero, si allungano le ore serali trascorse davanti alla televisione o al computer con snack a portata di mano e si è meno esposti alla luce naturale, con effetti anche sull’umore e conseguente ricerca di cibo come gratificazione. Le temperature più fredde quindi possono contribuire, ma esistono diversi motivi per cui in inverno si tende a mangiare di più e non è detto che dietro alla fame percepita ci sia un reale aumento del fabbisogno energetico.

Come gestire la fame quando fa freddo
Avere più fame in inverno può non essere un problema, se l’aumento dell’intake di calorie è compensato da un’adeguata attività fisica; se invece si mangia di più e ci si muove meno perché impigriti dalle giornate grigie e buie, alla fine dell’inverno ci si potrebbe trovare con qualche chilo di troppo. Per evitare questo, bisogna continuare a fare movimento e a consumare pasti completi, che includano carboidrati, proteine, grassi.
A tavola non dovrebbero mancare le verdure, perché permettono di aumentare volume e varietà del pasto: in inverno possono essere trasformate in zuppe calde e vellutate, meglio se completate con una fonte di proteine come legumi o tofu e da una fonte di carboidrati, che può essere rappresentata da riso, altri cereali o patate.
Se la fame compare tra i pasti, attenzione a distinguere la fame dal bisogno di riscaldarsi o di interrompere un momento di noia perché nel secondo caso la sensazione può essere placata da bevande calde non zuccherate come un tè o tisana, che aiutano anche a mantenersi idratati quando, a causa del freddo, o stimolo della sete può essere meno evidente e si tende a consumare meno acqua. Se invece non si tratta di noia, bisogno di riscaldarsi o fame emotiva, si possono consumare spuntini come una fetta di strudel fatto in casao anche una mela cotta servita con ricotta leggermente riscaldata e aromatizzata con cacao e cannella; in versione salata, lo spuntino si può preparare con pane tostato e verdure, ad esempio con cime di rapa, aglio e peperoncino.
