La coltivazione della patata in Emilia Romagna - Il Blog di Selenella

La coltivazione della patata in Emilia Romagna

Storia

La prima notizia certa riguardante la patata a Bologna risale al 1657: lo studioso Giacinto Ambrosini decise di coltivarla e studiarla nel suo orto botanico per comprenderne le caratteristiche morfologiche e le proprietà salutistiche.
 
Tra il ‘600 e il ‘700 la patata iniziò a muovere i “primi passi” dai giardini botanici agli orti rurali, e tra coloro che la posero al centro dell’attenzione ci fu l’agronomo Pietro Maria Bignami, che nel 1773 presentò agli “illustrissimi ed eccelsi Signori” dell’Assunteria di Abbondanza i risultati dei suoi studi nel fascicolo dal titolo appunto Le patate.
 
Nel primo decennio dell’800 la pataticoltura bolognese iniziò ad affermarsi, grazie alla dominazione napoleonica e l’influenza francese.
 
Ma è il 1816 che segnò la vera svolta nella coltivazione e nel consumo della patata, quando, a seguito di una grave crisi cerealicola il Cardinale Oppizzoni incentivò la coltivazione del tubero per porre al riparo la popolazione dalle ricorrenti penurie di cereali. (vedi articolo I Duecento anni della patata a Bologna).
 
È quindi nel corso dell’800 che le patate si affermarono stabilmente sul territorio bolognese, come comprovano i quantitativi di raccolta in quegli anni: 25.000 q tra il 1851-60, 80.000 tra 1870-74, 100.000 nel 1883.

Dove

Le condizioni ambientali dell’Emilia Romagna sono ideali per la coltivazione della patata grazie alla presenza di suoli fertili, profondi e con una buona capacità drenante. Dal punto di vista morfologico i suoli sono in gran parte pianeggianti, con alcune aree collinari.

La Carta dei Suoli della regione li distingue in:

• Suoli San Martino
• Suoli Ascensione
• Suoli Medicina
• Suoli Massumatico
• Suoli Cicogna
• Suoli Galisano
• e suoli San Giorgio

La distribuzione territoriale della coltivazione della patata è comunque concentrata principalmente nel bolognese (negli anni più recenti si è estesa anche in province limitrofe come Ferrara e Ravenna), nella porzione nord-orientale tra Budrio, Castenaso, Molinella, Imola, Minerbio, Castel San Pietro Terme, ma anche nei comuni di Castel Guelfo, Ozzano dell’Emilia, San Giovanni in Persiceto, Medicina, Granarolo e San Lazzaro.

Clima

Dal punto di vista climatico la pianura bolognese è caratterizzata da:

• temperature primaverili tiepide ideali per favorire la germogliazione dei tuberi seminati in quel periodo -> a fine febbraio/marzo
• temperature tra i 25° e 28° che favoriscono la crescita e la maturazione dei tuberi -> tra aprile/giugno
• clima secco e caldo per favorire la maturazione ottimale e la formazione completa della buccia -> periodo estivo di raccolta

Grazie alle precipitazioni distribuite nel corso dell’anno, il terreno è pronto ad accogliere il tubero, talvolta soddisfacendo le esigenze idriche della patata durante tutto il ciclo.

Produzione

Le fasi che portano alla raccolta e commercializzazione della patata sono:

• In autunno, prima della semina, viene effettuata l’assolcatura, preparando così il terreno agli agenti atmosferici – pioggia e gelo – che andranno a disgregare le zolle più consistenti creando una tessitura idonea.
• Nel mese di marzo si procede poi alla semina di tuberi-seme certificati e pregermogliati, questo gli consente di svilupparsi poi nel terreno in maniera più resistente.
• La raccolta, eseguita nel mese di luglio, potrà essere effettuata anche con l’aiuto di macchine apposite che depositano i tuberi in contenitori idonei al trasporto presso gli stabilimenti di ritiro senza rischiare di danneggiare la patata.
• La conservazione delle patate avviene casse di legno o plastica rigida all’interno di celle termocondizionate a temperatura controllata compresa tra 4 e 7°C, e al riparo dalla luce, con lo scopo di limitare la perdita di umidità del prodotto in attesa di essere confezionato.

Dopo più di duecento anni patata in Emilia Romagna riveste ancora un ruolo molto importante nell’economia di molte aziende agricole e del territorio stesso.

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