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Alimenti arricchiti e fortificati: cosa sono
Gli alimenti arricchiti e fortificati sono prodotti a cui vengono aggiunti vitamine, minerali o altri ingredienti con un obiettivo nutrizionale preciso, ma non sono esattamente la stessa cosa. Un alimento arricchito reintroduce nutrienti persi durante la lavorazione, mentre un alimento fortificato contiene nutrienti aggiunti che non erano presenti in origine o non lo erano in quantità rilevanti. In Europa entrambe le categorie sono regolate dalla stessa normativa che ne disciplina uso, sicurezza e indicazioni nutrizionali. Tra gli esempi più comuni rientrano latte e bevande vegetali con vitamina D e calcio, sale iodato, farine con acido folico e alimenti con probiotici o prebiotici. Anche le patate Selenella possono essere considerate un alimento funzionale arricchito per la presenza di selenio. In Italia la fortificazione degli alimenti non è obbligatoria ma volontaria, mentre in altri Paesi può essere adottata come strategia di sanità pubblica per prevenire carenze nutrizionali diffuse.
INDICE
- Cosa sono gli alimenti arricchiti e fortificati?
- Esempi di alimenti arricchiti e fortificati
- La fortificazione degli alimenti è obbligatoria?
Cosa sono gli alimenti arricchiti e fortificati?
Gli alimenti arricchiti e fortificati sono alimenti funzionali cui sono stati aggiunti ingredienti o nutrienti per rispondere a determinate esigenze nutrizionali.
Dal punto di vista legislativo, in Europa non esistono distinzione formale tra queste due tipologie di alimenti, che sono entrambi definiti e normati dal Regolamento europeo 1925/2006, modificato dal Regolamento 108/2008 e dal Regolamento 1170/2009.
La normativa definisce queste tipologie di alimenti come alimenti a cui sono stati aggiunti nutrienti o ingredienti per aggiungere o enfatizzare particolari caratteristiche nutrizionali, con lo scopo di sopperire alla carenza di una o più vitamine e/o minerali nella popolazione o in gruppi specifici della popolazione.
Dal punto di vista tecnico, invece, alimenti arricchiti e fortificati non sono esattamente la stessa cosa. In particolare, un alimento arricchito è un alimento cui sono stati aggiunti nutrienti per rimpiazzare quelli persi durante la produzione. Si tratta quindi di alimenti che inizialmente contenevano quel determinato nutriente che però si è degradato durante la lavorazione, ad esempio se l’alimento è stato sottoposto a un trattamento termico che ha causato la perdita di sostanze sensibili alle alte temperature.
Un alimento fortificato è invece un alimento al quale sono stati aggiunti uno o più nutrienti extra, non presenti naturalmente nell’alimento, allo scopo di migliorarne le qualità nutrizionali.
In entrambi i casi, la sostanza aggiunta deve essere in una quantità significativa affinché abbia un effettivo ruolo nutrizionale e possa essere dichiarata nelle indicazioni nutrizionali e deve rispettare anche una dose massima, cioè una quantità massima di sicurezza che è generalmente stabilita dal Ministero della Salute.

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Esempi di alimenti arricchiti e fortificati
Gli alimenti arricchiti sono tutti quegli alimenti che contenevano già in principio un determinato nutriente che però si è perso durante il processo di produzione e che quindi viene reintrodotto.
Esempi di alimenti fortificati sono invece tutti quelli cui sono state aggiunte vitamine e/o minerali per prevenire carenze nella popolazione o in alcune fasce della popolazione.
Rientrano quindi negli alimenti fortificati il latte, le bevande vegetali e i succhi di frutta cui si aggiungono vitamina D, calcio o altre vitamine e minerali, il sale da cucina addizionato con lo iodio, le farine con aggiunta di acido folico (vitamina B9) o il pane con niacina, la vitamina B3.
Anche le patate Selenella possono essere considerate un alimento funzionale poiché contengono selenio, un sale minerale che normalmente non è presente in quantità rilevanti nelle patate. Le patate però non sono arricchite o fortificate post produzione ma in modo naturale.
Gli alimenti non sono però solo fortificati con vitamine e minerali ma, in alcuni casi, anche con altri nutrienti rilevanti, come ad esempio quando si aggiungono acidi grassi essenziali della serie omega 3 al latte.
Un caso particolare di alimenti arricchiti e fortificati è quello in cui vengono aggiunti probiotici e prebiotici, rispettivamente microrganismi vivi e attivi in quantità tali da influenzare l’equilibrio della flora batterica intestinale e ingredienti alimentari non digeribili e fermentescibili dal microbiota e in grado di modulare la popolazione microbica intestinale grazie alla stimolazione selettiva della crescita o dell’attività dei batteri buoni che popolano il colon.

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La fortificazione degli alimenti è obbligatoria?
L’esigenza di aggiungere vitamine o minerali a un alimento nasce dalla necessità di prevenire o sopperire a carenze specifiche.
Nel caso delle patate che contengono selenio, ad esempio, questa necessità deriva dal fatto che un tempo la maggior parte del grano proveniva da zone di coltivazione in cui il suolo è naturalmente ricco di selenio, in particolare dal Canada. L’aumento del consumo di grano coltivato in Italia e in Europa ha posto il problema di una possibile carenza di selenio nella popolazione generale, perché il suolo in queste aree è povero di selenio.
Da qui è nata l’idea di coltivare patate ricche di selenio: le patate sono tra gli alimenti più diffusi nelle nostre cucine grazie alla loro versatilità di utilizzo, oltre che grazie alla disponibilità e al basso costo, dunque consumare patate con selenio è una strategia per prevenire carenze nutrizionali legate a questo minerale essenziale.
Detto questo, in Italia la fortificazione degli alimenti non è obbligatoria ma volontaria; diverso è il caso di altri Paesi in cui i casi di malnutrizione sono molto più frequenti, come ad esempio i Paesi dell’Africa.
