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Fame nervosa? Come riconoscerla e gestirla

La fame nervosa è il desiderio di mangiare che nasce da emozioni come stress, ansia o stanchezza e non da un reale bisogno fisiologico. Si riconosce perché compare all’improvviso, spinge verso cibi specifici,può portare a mangiare anche senza fame ed è spesso seguita da senso di colpa. A differenza della fame fisica, non si attenua facilmente con il pasto e tende a ripresentarsi in situazioni ricorrenti. Capire cos’è la fame emotiva e come riconoscerla è fondamentale per gestirla senza rigidità. Strategie utili includono pause di consapevolezza, pasti regolari e bilanciati e una dieta ricca di fibre e carboidrati complessi, come quelli forniti da patate, legumi, cereali integrali e verdure. Anche la gestione dello stress è essenziale: attività rilassanti e abitudini sane aiutano a ridurre il ricorso al cibo come risposta emotiva e favoriscono un rapporto più equilibrato con l’alimentazione.

INDICE

Cos’è la fame nervosa?

Quando si parla di fame nervosa ci si riferisce al desiderio di mangiare che non nasce da un reale bisogno fisiologico di energia, ma da uno stato emotivo. Chiamata anche fame emotiva, la fame nervosa può manifestarsi in situazioni di stress, ansia, stanchezza, frustrazione o noia. Di solito la fame nervosa si manifesta all’improvviso e porta a desiderare cibi specifici, generalmente ricchi di zuccheri, oppure di grassi o sale.

Il desiderio di alimenti golosi è legato al sistema di ricompensa del cervello: alcuni sapori o nutrienti, infatti, stimolano il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore associato alla sensazione di piacere e gratificazione. Alimenti molto palatabili fanno sì che il cervello impari ad associare il cibo al sollievo emotivo, creando un circolo che può rinforzarsi nel tempo e che trasforma il cibo a un modo per regolare le emozioni.

La fame nervosa può essere sperimentata da chiunque, specialmente in periodi particolarmente impegnativi o stressanti e non è un segno di debolezza o mancanza di volontà, ma una risposta comune e comprensibile a stimoli psicologici. Quando diventa frequente può però portare a un rapporto poco equilibrato con il cibo e rendere più difficile mantenere uno stile alimentare sano e, di conseguenza, anche un peso corporeo adeguato.

Gusto cibo salato

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Come riconoscere la fame emotiva

Per gestire in modo efficace la fame nervosa è importante riconoscerla e distinguerla dalla fame fisica. La fame fisiologica di solito compare in modo graduale, può essere rimandata entro certi limiti di tempo e si attenua dopo aver mangiato una quantità adeguata di cibo. La fame emotiva, invece, tende a essere improvvisa, urgente e specifica, quindi si desidera un alimento specifico come ad esempio cibi dolci, snack salati o prodotti molto saporiti.

Un altro segnale della fame nervosa è legato alla sazietà, che è regolato da diversi segnali dell’organismo. Quando si mangia per fame fisica, il senso di pienezza porta naturalmente a smettere, mentre nella fame nervosa si può continuare a mangiare anche dopo essere sazi, perché lo stimolo è legato allo stato emotivo. Inoltre, dopo un episodio di fame emotiva è abbastanza comune provare senso di colpa o frustrazione, sensazioni che non accompagnano normalmente un pasto consumato per bisogno fisiologico.

Per distinguere tra fame fisiologica e fame nervosa si può anche osservare il contesto perché, in caso di fame nervosa, il desiderio di mangiare compare in situazioni specifiche. Se ad esempio la fame arriva improvvisamente quando si è davanti al computer a lavorare, quando si studia, oppure la sera tardi, magari dopo una giornata stressante, è possibile che sia legato più alle emozioni o alla noia che alla fame reale.

Ovviamente mangiare una volta per nervosismo non compromette la salute né la dieta complessiva, ma se gli episodi di fame nervosa sono frequenti è sicuramente meglio intervenire per ristabilire un rapporto con il cibo più sereno e sostenibile, senza che questo diventi una risposta automatica alle difficoltà quotidiane o alle emozioni.

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Ekateryna Zubal/Shutterstock

Strategie per gestire la fame nervosa

Per gestire la fame nervosa non basta ignorarla e non è efficace combatterla attraverso regole rigide e imposizioni, che possono anzi peggiorare la situazione. Una strategia efficace è quella di comprendere il bisogno dietro la fame emotiva, dato che ciò che si cerca in questi casi non è cibo ma sollievo, distrazione o conforto. Di conseguenza, quando si avverte il bisogno impellente di mangiare fuori orario, può essere utile fermarsi qualche minuto e chiedersi se si ha davvero fame oppure se si sta reagendo a un’emozione e provare a capire quale. A volte può bastare bere un bicchiere d’acqua o fare una breve pausa per calmare la fame nervosa, specialmente se questa è data da stanchezza, noia o ansia.

Un’altra strategia efficace può essere quella di mangiare a orari regolari e consumare pasti equilibrati e adeguati dal punto di vista energetico, perché questo aiuta a mantenere stabile la glicemia e a ridurre i picchi di fame improvvisa. A questo scopo, alimenti come patate, verdure, legumi e cereali integrali possono essere d’aiuto perché forniscono carboidrati complessi e fibre che contribuiscono al senso di sazietà, soprattutto se abbinate a una fonte di proteine e verdure di stagione.

Pasti bilanciati possono ridurre la probabilità di cercare snack poco nutrienti poco dopo aver mangiato o di arrivare a fine giornata con un’intensa fame fisica che si somma alla stanchezza mentale, rendendo più difficile distinguere tra bisogno reale ed emotivo. Mangiare in modo equilibrato non significa però eliminare completamente gli alimenti gratificanti, ma imparare a sceglierli con consapevolezza, gustandoli davvero quando se ne ha voglia, invece di usarli automaticamente come risposta emotiva.

Attenzione poi allo stress, molto legato alla fame emotiva. Attività come camminare, ascoltare musica, ballare, praticare esercizi di respirazione o dedicarsi a un hobby possono offrire un’alternativa valida al ricorso al cibo come valvola di sfogo.

ATTENZIONE: Le informazioni contenute nel presente articolo hanno esclusivamente scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

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